LA VALANGA: UN PERICOLO DIETRO L’ANGOLO!

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In questo inverno “anomalo”, a causa delle pochissime nevicate, si è sentito parlare poco di pericoli riguardanti le valanghe.

Ma cos’è una valanga?
La valanga è un fenomeno che si verifica quando una massa di neve o ghiaccio improvvisamente si mette in moto su un pendio (28/30 gradi), precipitando a valle a causa della rottura della condizione di equilibrio presente all’interno del manto nevoso, per effetto di uno stress interno che porta al raggiungimento del carico di rottura, ovvero quando la forza di gravità che agisce sul pendio innevato supera le forze di coesione del manto nevoso che agiscono in senso opposto.
Esistono varie tipologie di valanghe:

  • VALANGA DI NEVE A DEBOLE COESIONE;
  • VALANGA DI NEVE A LASTRONI;
  • VALANGA DI NEVE UMIDA;
  • VALANGA DI NEVE ASCIUTTA ;
  • VALANGA MISTA.

La pratica dello sci e dello snowboard fuoripista, oltre che dello scialpinismo, si è molto diffusa negli ultimi anni. Però la conoscenza dei criteri e delle tecniche di sicurezza, con particolare riferimento al rischio di valanghe, non si è diffusa di pari passo.
Purtroppo però ogni anno questi eventi sono drammatici per la presenza di numerose morti.
Molteplici sono i fattori che generano questo tipo di evento: da quello meteorologico a quello umano, dovuto principalmente all’inesperienza legata a una inadeguata organizzazione e valutazione di vari aspetti.

La fase più importante per poter ridurre il rischio di valanga è sicuramente quella della PREVENZIONE: “prevenire è meglio che curare”. Per prevenzione si intende:

  • Fare formazione (con appositi corsi) e addestramento;
  • Pianificare accuratamente l’escursione, conoscere la morfologia del terreno dove si dovrà andare e individuare l’esposizione dei vari pendii ;
  • Controllo accurato di tutti i materiali necessari;
  • Avvisare amici e/o familiari sul luogo dove si decide di andare;
  • Formare gruppi omogenei a livello tecnico e fisico;
  • Individuare (la persona più esperta) un leader;
  • Valutare il rischio con gli appositi bollettini NIVO – METEO.
  • Prima di iniziare una escursione o di mettersi in moto per una operazione di soccorso, si deve provare il funzionamento di tutti gli apparecchi A.R.T.VA..

I bollettini NIVO – METEO sono emessi giornalmente nei mesi invernali-primaverili e forniscono dati di osservazione da stazioni di misurazione e profili effettuati da esperti in ogni parte del territorio. Il bollettino valanghe è completo di ogni INFORMAZIONE NIVO-METEO, VALUTAZIONE DEL RISCHIO (aree pericolose, sovraccarichi, probabilità di valanghe) e comprende anche una previsione sullo SVILUPPO PREVISTO.

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Fare un’accurata prevenzione non basta però. Occorre anche e soprattutto svolgere le attività fuori pista con il giusto criterio e soprattutto con la GIUSTA ED ADEGUATA ATTREZZATURA. Non c’è bisogno solo degli sci o della tavola da snowboard, ma anche di una serie di “attrezzi” utilissimi nel caso di AUTOSOCCORSO.
Gli “attrezzi” indispensabili sono:

  • A.R.T.VA.; E’ un ricevitore / trasmettitore che utilizza onde radio. Può essere analogico e digitale.
  • PALA; Utile per il disseppellimento.
  • SONDA;

Negli ultimi anni sono stati sviluppati nuovi sistemi DA AGGIUNGERE a quelli “tradizionali” (QUESTI NUOVI SISTEMI NON SOSTITUISCO A.R.T.VA., PALA E SONDA):

  • TRASMETTITORE RECCO- E’ uno strumento poco ingombrante, leggero, economico e non richiede alimentazione elettrica. Si tratta semplicemente di una piastrina (contenente un transponder con antenna e diodo) inserita sulle scarpe o sulla giacca o sul casco, che riflette le onde radar ad alta frequenza trasmesse dai mezzi di soccorso aerei dotati del trasmettitore relativo.
  • AIRBAG O ABS- Si tratta di un pallone a riposo, contenuto all’interno di un apposito zaino, che in caso di valanga viene attivato per gonfiarsi in meno di 2 sec. fino ad un volume di oltre 150 lt. Il travolto, grazie al galleggiamento fornito dal pallone, resta sulla superficie e/o ai bordi della valanga e questo facilita di molto le operazioni di ricerca.
  • AVALUNG- Permette alle persone sepolte sotto la neve di estrarre l’aria direttamente dallo zaino. Una valvola all’interno del sistema devia la CO2 espirata al di fuori dell’area di aspirazione.

Ovviamente tutta questa attrezzatura deve essere saputa usare nel miglior modo possibile e il più velocemente possibile.

Qualora durante la nostra gita un membro del gruppo viene travolto da una valanga, bisogna mettere in atto delle manovre di autosoccorso il prima possibile. Dagli studi effettuati, si è notato che i primi minuti subito dopo il travolgimento sono quelli fondamentali. Infatti la “curva di sopravvivenza” della persona travolta in valanga indica che dopo 15 minuti il sepolto ha ancora il 90% di probabilità di sopravvivenza, ma dopo 30 minuti resta solo il 40% (principalmente a causa dell’asfissia, ma anche in seguito a traumi o ipotermia ). Pertanto è essenziale operare sul posto con estrema rapidità ed efficienza. Ciò è possibile solo seguendo una procedura logica e sulla quale si è addestrati.

Se fossimo sorpresi da una valanga bisogna:

  • MANTENERE LA CALMA- E’ la cosa principale ed essenziale.
  • Nominare un “capo ricerca” che sarà la persona più competente all’interno del gruppo.
  • Effettuare subito una ricerca vista-udito.
  • Se la ricerca vista-udito non porta benefici, iniziare ad effettuare la ricerca con l’A.R.T.VA che può essere svolta:
    • linee parallele (con più soccorritori);
    • con movimento a greca (con un soccorritore);
  • Una volta agganciato il segnale del sepolto ci si avvicina e si affina la ricerca portando l’A.R.T.VA. il più vicino possibile al manto nevoso e adottando il sistema a croce o a linee ortogonali.
  • In seguito si prosegue con il sondaggio per poter individuare in modo preciso il sepolto.
  • Individuato il sepolto si prosegue con il disseppellimento. E’ una fase critica, tutt’altro che banale. Scavare è estremamente faticoso, ed occorre farlo con metodo. Idealmente bisogna scavare in linea obliqua (e non verticale)nella direzione dove si presume si trovi la testa del sepolto, per liberare subito le vie respiratorie.

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  • Prestare i primi soccorsi.
  • Qualora ci rendessimo conto che la faccenda sia complicata o non riusciamo a prestare i primi soccorsi, allertare il Soccorso Alpino al numero 118.

Concludiamo dicendo e ricordando che la prevenzione sta alla base di tutto. Inoltre bisogna conoscere ed utilizzare in modo adeguato i mezzi a disposizione e fare tutto quello che possiamo per evitare un incidente e le sue conseguenze. In più, qualora non ci siano le giuste condizioni o un rischio valanghe alto, BISOGNA SAPER RINUNCIARE. Le montagne resteranno sempre lì ad aspettarci, ma noi essere umani abbiamo solo una vita.

Tutto ciò potrebbe impressionarci e farci pensare che il nostro sport sia pericoloso ma se affrontato con la giusta sicurezza e coscienza è uno sport meraviglioso, ricco di tante soddisfazione e perciò… BUONE ESCURSIONI.

 

By |2016-10-19T18:59:29+00:00April 18th, 2016|Consigli, Home|

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