Anello foresta Fieghi Cerreto – Monte Raparello

///Anello foresta Fieghi Cerreto – Monte Raparello
Anello foresta Fieghi Cerreto – Monte Raparello2018-05-05T21:37:21+00:00

Project Description

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Vetta
 Monte Raparello (1288 mt)
Zona geografica
 Parco Nazionale Appennino Lucano
Indicazioni stradali
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INDICAZIONI STRADALI 

L’escursione di seguito descritta può avere due punti di partenza. Il primo, quello scelto da noi, è partendo da Spinoso, direzione Monte Raparo e giungendo al bivio che porta alla cappella della Madonna della Rupe nel territorio di San Martino d’Agri; il secondo invece potrebbe essere quello di giungere dall’abitato di San Chirico Raparo o Castelsaraceno lungo la SP 36. Lungo questa strada si incontrano le tracce di due imbocchi di sentieri, uno creato dalla comunità montana e l’altro dall’ente parco. Entrambi i sentieri portano alla stessa destinazione: la cappella del santuario, posta sulla cima del Monte Raparello (1288 m slm).

Insieme al nostro amico Antonio, da poco diventato Guida AIGAE, decidiamo di affrontare questa bellissima escursione domenicale.
Decidiamo di partire da Spinoso e lasciare l’auto al bivio che porta al santuario alle pendici del Monte Raparello. Lasciata l’auto, ritorniamo indietro lungo la strada asfaltata sino a quando incontriamo l’evidente sentiero sulla sinistra. Ci addentriamo subito nel rigoglioso bosco di quercia. Il primo tratto di sentiero è completamente in discesa. Giungiamo ad un bivio dove giriamo a sinistra. La valenza naturalistica dell’itinerario si mostra fin da subito, con diverse fioriture di orchidee spontanee e anche specie più comuni, non per questo meno belle, come le primule, le bocche di lupo, le viole e i ciclamini. Continuiamo lungo la traccia di sentiero ben evidente e segnalata con bolli bianchi e rossi. Sulla nostra destra un argine di un fiume secco che scorre tra i candidi calcari e che, sicuramente, nel periodo autunnale/invernale è ricco di acqua. Dopo circa 10’ di cammino giungiamo di nuovo in prossimità di un bivio (poco segnalato). Andando a destra si segue il percorso creato in passato dalla comunità montana, mentre seguendo il sentiero di sinistra si segue la traccia creata dall’ente parco.

Noi, incuriositi da entrambi i sentieri, proviamo a fare un giro ad anello. Così prendiamo verso destra, sempre in discesa. Subito dopo la curva, troviamo un simpatico ponticello in legno che ci permette di oltrepassare il fiume. Ora il sentiero è in leggera pendenza, ma solo per un breve tratto. Proseguiamo in questo meraviglioso bosco di querce con i suoi profumi, colori e suoni primaverili. Un’escursione davvero molto rilassante. Godendoci la tranquillità del posto proseguiamo e giungiamo in un’aerea attrezzata con diversi tavolinetti in legno e una fontana per l’approvvigionamento di acqua per pic-nic. Ottimo posticino anche per le famiglie che vogliono godersi una giornata di tranquillità immersi nella natura. Continuiamo lungo il percorso passando accanto ad un casolare abbandonato in pietra. Dopo pochi minuti giungiamo alla fine del percorso sulla SP36. Uscendo dal bosco è possibile ammirare il Monte Raparo. Adesso, usciti sulla SP36 svoltiamo a sinistra in direzione di San Chirico Raparo. Seguiamo per qualche chilometro la strada asfaltata sempre però immersi in una tranquillità unica e circondati a 360 gradi da querce secolari. Dopo circa 15’ sull’asfalto, incontriamo sulla sinistra le indicazioni del sentiero realizzato dall’ente parco che riporta al Monte Raparello.

Così lo seguiamo e ci immergiamo nuovamente in una natura incontaminata e selvaggia. E’ facile notare i segni di uno dei tanti frequentatori di questi boschi, il picchio, che con i suoi fori cerca cibo e riparo. Continuiamo lungo il percorso sino a giungere in prossimità del bivio precedentemente incontrato. Siamo ritornati sui passi originari. Ora bisogna ripercorrere a ritroso il medesimo sentiero percorso all’andata, con la differenza che incontriamo tratti con una modesta pendenza. Usciti dal bosco e arrivati al punto di partenza, è doveroso proseguire lungo la strada cementata che conduce al Santuario per una visita alla madonna (il santuario è aperto dalla prima domenica di Maggio alla prima domenica di Settembre) e non solo…
Giunti sul cucuzzolo della montagna il paesaggio è qualcosa di straordinario, forse uno dei più belli della Val d’Agri. Da destra possiamo ammirare le Murge di Sant’Ronzo, il paesello arroccato di San Martino d’Agri, tutta la Val d’Agri con il maestoso lago del Pertusillo e le sue montagne. Guardando alle nostre spalle, se siamo fortunati e becchiamo una giornata dove c’è poca foschia, si riescono ad intravedere anche le cinque cime del Pollino. Uno scenario mozzafiato e unico nel suo genere.

                                 

Per noi l’escursione termina qui.
Per chi invece è partito dalla SP36, ridiscesi dal santuario, è possibile effettuare una variante. Dopo la sosta al Santuario si imbocca la strada che conduce a San Martino e, dopo meno di un chilometro, si devia su una stradina bianca che percorre, sempre in discesa, un rimboschimento di querce. Un’ ultima deviazione sulla destra, in parte nascosta dagli arbusti, permette di imboccare di nuovo un sentiero forestale che conduce al punto di partenza del percorso.

CONSIDERAZIONI

L’itinerario sopra descritto non presenta difficoltà tecniche e può essere affrontato in qualsiasi periodo dell’anno (in inverno, con la neve, sono consigliate le ciaspole e abbigliamento adeguato. Consigliamo anche di informarsi sulla viabilità stradale per poter raggiungere i diversi punti di partenza). Il sentiero è ben mantenuto e segnalato, anche se in alcuni punti la segnaletica scarseggia. E’ un itinerario alla portata di tutti, anche delle famiglie che vogliono godersi qualche ora di relax e magari approfittarne per mangiare qualcosa nell’area attrezzata. Ottimo itinerario anche per gli amanti della mountain bike. Percorrere questo itinerario nei vari periodi dell’anno è davvero piacevole e riserva sorprese sempre diverse ed emozioni uniche.