Project Description

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Punti d’appoggio
Chiesa dell’Eremita
Traccia gps
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Vetta
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Zona geografica
Valnerina

INDICAZIONI STRADALI

Per raggiungere la forra di Rocca Gelli, si percorre la SS 209 Km 39+400 tra Terni e Visso: qui si trova la chiesa de “L’Eremita” in corrispondenza della quale si lascia l’auto (per rispetto, non spogliarsi in corrispondenza del cimitero). Da qui, si attraversa un cancello verde e si segue il sentiero. Dopo poche centinaia di metri, prestando attenzione a trovare il sentiero, si attraversa il fiumiciattolo e si percorre l’evidente sentiero da subito in notevole pendenza. Dopo circa 15’ di cammino si inizia a percorrere il sentiero in discesa e giunti ad un bivio si tiene la destra giungendo così in riva al fiume.

Dopo un intero pomeriggio passato a ripetere manovre di canyoning, insieme al mio amico Alberto Nonni, la moglie Sabrina e l’amico Terzo, decido il giorno dopo di passare una bellissima mattinata in forra per poter effettuare il mio “battesimo”. La destinazione scelta è la forra Fosso Dell’Eremita o Rocca Gelli, situata tra Terni e Visso.

Questa forra è un piccolo gioiello nascosto tra le pieghe della Valnerina in località L’Eremita. Il brevissimo itinerario è discretamente entusiasmante. Viene percorso da un bel ruscello che contribuisce a tenere sgombero l’alveo, caratterizzato da scivoli e belle marmitte, il tutto in uno scenario mozzafiato. Non aspettatevi troppo però, la forra si riduce a pochi salti! Come la maggior parte delle forre situate in Valnerina, il consiglio è di affrontare l’itinerario a cavallo tra l’inverno e la primavera per poter trovare l’elemento essenziale, l’acqua, che renderà la discesa più affascinante.

E’ arrivato il momento di indossare la muta. Con un po’ di fatica la indosso per la prima volta. L’adrenalina è al massimo per questa nuova esperienza.
Una volta che abbiamo sistemato l’attrezzatura e le corde negli appositi sacchi, partiamo. Dopo pochi metri subito di fronte a noi il primo salto… 16 metri nel vuoto e sotto un leggero getto d’acqua. Il mio amico Alberto mi mette subito alla prova facendomi attrezzare la calata. La contentezza e l’adrenalina sono alle stelle. Sono il terzo a scendere e, quando mi trovo sospeso nel vuoto, l’emozione è qualcosa di unica. Uno, due e tre…. Lascio il discensore e come un pesce fuori dall’acqua scendo giù accompagnato dal leggero getto d’acqua della cascata. Emozioni e sensazioni mai provate prima. Il primo salto termina in una piccola vasca dove la profondità è variabile da anno in anno e anche in base alla portata dell’acqua. Subito dopo questa iniziale botta di adrenalina, il percorso prosegue molto inforrato con una serie di brevi salti fino a 4 metri e marmitte non più profonde di un metro. Più avanti l’alveo si allarga e appare la vegetazione, ma subito dopo le pareti si avvicinano di nuovo, annunciando un nuovo salto verticale. Un primo salto di 8 metri e successivamente una nuova cascata di 14 metri mi regalano di nuovo le emozioni provate con il primo salto. Dopo aver allestito il mancorrente e la calata, procedo nella discesa. Giunto in una piccola vasca attendo gli altri amici. Siamo ormai agli sgoccioli, prima dell’uscita altri due salti, uno di 5 metri e l’ultimo di 4 metri. Siamo fuori dalla forra, percorriamo ancora qualche metro nel fiume e poi imbocchiamo subito il sentiero che troviamo sulla nostra sinistra. In meno di 15’ ritorniamo alle macchine.

CONSIDERAZIONI

Esperienza unica nel suo genere. La forra è molto semplice e, come già detto, adatta ai principianti. In presenza di una discreta potata d’acqua il tutto risulta molto più bello e divertente.
Talmente grande era l’entusiasmo che in un batter d’occhio è passata l’ora e mezza. Posso dire di essere soddisfatto nell’aver fatto questa nuova avventura e soprattutto di aver appreso le tecniche spiegate dal mio amicone Alberto, che ringrazio per la pazienza e gli insegnamenti che mi da e che sicuramente mi continuerà a dare.
Sarà un inizio di una lunga serie di forre…!