Project Description

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Punti d’appoggio
Rif. Bietti Buzzi / Rif. Brioschi / Rif. Bogani
Traccia gps
/
Vetta
Grigna Settentrionale (2410 mt)
Zona geografica
Prealpi Orobie
Indicazioni stradali
maps

INDICAZIONI STRADALI 

Per effettuare questo bellissimo trekking, bisogna raggiungere il comune di Esino Lario in provincia di Lecco, proseguire poi per la località di Cainallo e oltrepassata questa si supera un tratto di strada sterrata fino ad arrivare nel parcheggio del Vo di Moncodeno (1140 mt).

Siamo nel cuore del Parco Regionale delle Grigne Settentrionali e insieme all’inseparabile fratello e all’ amico Enrico decidiamo di fare un bel giro ad anello per visitare questo stupendo paradiso terrestre.
Come descritto sopra, la partenza è dal parcheggio del Vo di Moncodeno e da qui possiamo spaziare e decidere di fare diversi giri: raggiungere il rifugio Bogani, il rifugio Bietti Buzzi, il rifugio Brioschi, la cresta di Piancaformia…. Insomma le alternative sono davvero tante e per tutti i gusti.
Noi decidiamo di ammirare un po’ tutti questi posti. Così iniziamo ad incamminarci verso il rifugio Bietti Buzzi tramite il sentiero n.24. Attraversiamo in leggera salita un bellissimo bosco fino ad uscire su una terrazza panoramica dov’è possibile ammirare il paesaggio. Riprendiamo il sentiero ben evidente e dopo poco ci troviamo dinnanzi ad un bivio: il sentiero n. 25 che conduce al rifugio Bogani e il sentiero n.24 sul quale proseguiamo. Un breve tratto di salita ci permette di guadagnare quota, al termine del quale svoltiamo a sinistra. Dopo circa 10’ giungiamo in prossimità di una cappella dov’è situato anche un utile bivacco (bocchetta di prada, avamposto partigiano durante la guerra di liberazione). Qui abbiamo una doppia soluzione: proseguire a destra verso il rifugio Bietti Buzzi o andare a prendere la Cresta di Piancaformia. Essendo questo tratto un po’ “noioso” e soleggiato decidiamo di proseguire in direzione del rifugio sempre sul sentiero n. 24. Attraversiamo un costone erboso e dopo una breve salita siamo di fronte alla bellissima Porta di Prada. Un gigantesco buco nella roccia che affaccia su un panorama strepitoso. Qualcosa di spettacolare! Riprendiamo il nostro sentiero sempre su un costone erboso e\o roccioso. Passiamo in prossimità di una grotta (chiusa con una lamiera, PRESTARE ATTENZIONE) dove su alcune rocce siamo attratti da alcuni fossili. Siamo in un’area che milioni di anni fa era coperta dal mare, a testimonianza di ciò spesso sul sentiero si trovano resti di fossili e sulle immense pareti possiamo osservare l’erosione dell’acqua negli anni.

                     


Proseguiamo lungo il nostro sentiero abbastanza pianeggiante passando sotto pareti imponenti. Dopo aver girato la montagna, in circa 2h/2h 30’ raggiungiamo il Rifugio Bietti Buzzi (
dislivello c.a. 400 mt
– altitudine 1719). Una bellissima e accogliente struttura che si trova ai piedi dell’imponente Grignone. Un bellissimo posto adatto anche per le famiglie e bambini (ovviamente la prudenza è obbligatoria) per poter trascorrere una giornata immersi nella natura (per rientrare al parcheggio ripercorrere lo stesso sentiero dell’andata).
Decidiamo di fare una pausa, mangiamo una barretta e ci reidratiamo. Anche se siamo a 1719 metri il caldo, soprattutto in questi giorni torridi, si fa sentire.
Dopo la pausa, ci attende un bel tratto in salita. Dietro la struttura seguiamo le indicazioni per la via Guzzi (sentiero n.28). La pendenza è notevole, man mano che saliamo il paesaggio sopra il lago di Como si fa sempre più bello. Si intravedono un po’ di montagne limitrofe e soprattutto (nelle giornate senza foschia) i vari quattromila Italiani (Cervino, Monte Rosa), ma soprattutto quelli svizzeri visto che siamo a pochi Kilometri dal confine (attenzione alla rete dei cellulari in quanto potrebbe agganciare il segnale svizzero).

                     
Continuiamo a salire lungo l’evidente sentiero sino a quando raggiungiamo alcuni punti un po’ più esposti dove troviamo delle catene a facilitare la progressione. In circa 1h usciamo dal pendio e raggiungiamo la cresta di Piancaformia. Siamo ora sulla cresta e ci dirigiamo verso la vetta seguendo l’evidente sentiero. Il paesaggio è lunare. Siamo sopra uno dei bacini carsici più grandi e più importanti d’Italia con oltre 600 grotte con sviluppo prevalentemente verticale. Le più famose sono la grotta di Moncodeno con la ghiacciaia e “W LE DONNE” una delle grotte più profonde d’Italia (-1200 mt).
Riprendiamo il nostro bellissimo giro proseguendo l’evidente sentiero in cresta. Dopo poco giungiamo in prossimità dell’ingresso “W LE DONNE” e proseguiamo verso destra salendo ulteriormente in cresta. Dopo pochi metri ci ritroviamo dinnanzi un ulteriore bivio dove a destra, saliamo ancor lungo la cresta di Piancaformia ma questo tratto richiede un minimo di competenze in più in quanto bisogna arrampicare fino al rifugio (III grado), a sinistra invece lo si può deviare passando sul sentiero n. 25 (via della Ganda). Non avendo portato un po’ di attrezzatura per arrampicare decidiamo di deviare a sinistra in discesa per andar a prendere il sentiero n. 25. Dopo circa 10’/15’ siamo sul sentiero n.25 dove a sinistra si scende al rifugio Bogani e dritti si sale al rifugio Brioschi. Andiamo in direzione del rifugio dove il sentiero riprende in salita abbastanza ritta e subito troviamo un breve tratto attrezzato utile soprattutto per la discesa. Superato questo, zigzaghiamo su per un ripido tratto ghiaioso. Ogni tanto il paesaggio ci invita a fermarci e a godere delle bellezze che ci offre. Il Brioschi è lì che ci guarda e dopo un ultimo tratto più impegnativo troviamo delle catene che facilitano il superamento di questo tratto. (Prestare attenzione alla roccia liscia e scivolosa). Ora siamo in cima al Grignone. Il paesaggio ci ripaga di tutta la fatica avvertita per arrivare fin qua su. Sono visibili un bel po’ di 4000 da quelli italiani a quelli svizzeri. Dall’altro versante domina il Monte Disgrazia, mentre dietro al Brioschi svetta la bellissima Grignetta, un agglomerato roccioso che svetta in cielo.

          

Dopo una birretta al rifugio, ci incamminiamo per la discesa. Ripercorriamo lo stesso tratto fatto in salita prestando la massima attenzione sul tratto attrezzato. Quando dopo circa 30’ giungiamo al bivio, seguiamo sempre il sentiero n.25 in direzione del Rifugio Bogani che raggiungiamo in circa 1h. Altra sosta in questo paradiso terrestre ma questa volta non ci bastano 2 caraffe di birra fresca, ma anche un piatto di tortelli fatti con una ricetta segreta e un buonissimo taglieri di formaggi fatti dai gestori del rifugio in quanto posseggono anche una malga con gli animali. Per terminare non possiamo rifiutare i dolci fatti dalle preziose mani di Erica… Una squisitezza!

Ci riposiamo ancora un po’ e poi ci incamminiamo per rientrare al parcheggio. Abbiamo due possibilità, quella di seguire sempre il sentiero n.25 (passando nei pressi della malga dei gestori del rifugio) oppure riprendere la cresta di Piancaformia e riuscire alla bocchetta di prada vicino la cappella. Siccome il sentiero n.25 scende nel vallone e poi risale con una notevole pendenza, decidiamo di andar a riprendere la cresta di Piancaformia attraverso il sentiero n.19. Dopo circa 30’ giungiamo alla bocchetta di Piancaformia 1805 mt e qui seguiamo il sentiero n.19 in direzione “Bocchetta di prada – Mandello Esino”. Subito ci accingiamo ad affrontare un traverso esposto ma con delle catene che agevolano il passaggio. Subito dopo scendiamo tramite un ripido sentiero che passa sopra la Porta di Prada per poi inoltrarsi nel bosco fino ad uscire in prossimità della chiesetta. Da qui si ripercorre la stessa strada fatta in salita. In circa 30’/1h siamo di rientro al parcheggio di Vo di Moncodeno, dove termina questo strepitoso giro.

CONSIDERAZIONI

L’escursione sopra descritta è un bellissimo giro ad anello in un ambiente stratosferico, punto forte di questa itinerario. Il giro completo è abbastanza lungo ed ha un dislivello di circa 1200/1300 mt. La prima parte dell’itinerario è alla portata di tutti anche per le famiglie (ovviamente l’attenzione, soprattutto se con bambini, deve essere alta); volendo, con la medesima distanza e difficoltà, tramite il sentiero n.25 si può raggiungere anche il rifugio Bogani.
Dal rifugio Bietti Buzzi le difficolta aumentano leggermente, qui la pendenza aumenta e l’impegno fisico è maggiore. Quando si esce in cresta poi, prestare attenzione ad alcuni punti esposti ma nulla di impossibile. I tratti, dove consigliamo di prestare la massima attenzione, sono quelli attrezzati sulla via della ganda. Alcuni tratti sono scivolosi a causa del ripetuto passaggio degli escursionisti. Si riscontrano difficoltà principalmente durante la discesa. Restate assicurati alle catene e non avrete problemi.
Altro tratto dove prestare particolare attenzione è quando si scende tramite il sentiero n.25 in quanto si passa in prossimità di grotte e buchi abbastanza grandi che sono aperti e c’è il rischio di finirci dentro se si scivola.
Consigliamo di affrontare l’escursione con una buona scorta di acqua e barrette e, nelle giornate più calde, consigliamo di partire presto la mattina.

L’escursione sopra descritta può essere svolta anche nel periodo invernale ovviamente la sua complessità aumenta notevolmente, la cresta diventa un unico pendio di neve esposto e pericoloso e l’avvicinamento potrebbe essere lungo e faticoso se la traccia non è battuta. Ovviamente per affrontare questo itinerario di inverno è necessario avere l’adeguata attrezzatura (corda, piccozze, chiodi da ghiaccio, ciaspole/sci, moschettoni e quanto altro serve per affrontare un itinerario invernale).
Ricordiamo che il parcheggio Vo di Moncodeno è a pagamento  (4 euro tutto il giorno).