Via normale al Campaniletto

///Via normale al Campaniletto
Via normale al Campaniletto2018-11-13T09:41:56+00:00

Project Description

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Punti d’appoggio
Rif. Porta – Rif. Rosalba
Traccia gps
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Vetta
Grignetta (2177 mt.)
Zona geografica
Gruppo delle Grigne – Alpi Orobie
Indicazioni stradali
maps

INDICAZIONI STRADALI 

Da Milano si segue la strada che porta a Lecco. Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull’Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 che sale in Valsassina. Giunti alla rotonda di Ballabio, all’uscita dell’ultima galleria, imbocchiamo la strada che con 14 tornanti conduce ai Piani Resinelli (m. 1278). Superiamo il vasto parcheggio (Piazzale Daniele Chiappa) e, in fondo, giriamo a destra prendendo la strada in salita (Via Locatelli). Percorriamo tutta la strada sino alla fine, dove troveremo uno spiazzo punto di partenza della nostra escursione.

Giunti al parcheggio, insieme ad Enrico, amico di arrampicata in Grigna, seguiamo la segnaletica del sentiero n.8 noto come sentiero della direttissima. Il sentiero parte subito con una notevole pendenza e dopo poco si arriva ad un bivio dove si prosegue a sinistra. Si sale su comodo sentiero ammirando davanti a noi il meraviglioso lago di Lecco e, nelle giornate con poca foschia, si può ammirare anche il maestoso massiccio del Monte Rosa. Dopo circa 30’ di camminata si giunge ad un gruppo di rocce dov’è posta una catena per facilitare il passaggio (prestare attenzione). Con l’ausilio di catene e staffe si supera un esposto canalone roccioso che ci conduce alla base del caminetto Pagani. Con l’aiuto di due scale si sale all’interno di questo stretto camino. All’uscita di questo camino la vista è mozzafiato: torri, guglie, torrioni dalle mille forme ed enorme pareti di rocce fanno da padrone lo scenario circostante. Si prosegue sul sentiero facendo continuamente sali e scendi da rocce a volte anche abbastanza esposte ma sempre protette con la presenza della catena. Si giunge nuovamente ad un bivio dove bisogna ricordarsi di scendere in basso e non salire verso l’alto in quanto la strada è chiusa a causa di frane.
Si continua sempre sul percorso tracciato sino a quando si giunge in prossimità di un bivio e si svolta a sinistra in direzione del “IL CAMPANILETTO” (circa 1h 30’ di avvicinamento). Prestare attenzione nel sentiero in discesa.
L’attacco della via è proprio alla base della parete che ci si trova di fronte (versante Nord), in corrispondenza di una profonda spaccatura-camino.

PRIMO TIRO: Si inizia partendo dalla spaccatura che si ha di fronte. Il primo passaggio è il punto più difficile di tutta la via ma non si arriva al IV grado (III+). Si sale lungo la spaccatura su roccia ben appigliata ma su alcuni tratti è un po’ unta. Superato questo primo tratto si arriva su un terrazzino dov’è possibile effettuare la prima sosta. Volendo, essendo corto il tiro, è possibile proseguire lungo il caminetto sopra la nostra testa. Decidiamo di proseguire! Il tratto nella spaccatura è a volte umido e scivoloso, prestare attenzione (III). Superato questo tratto si giunge nuovamente su un terrazzino dove la vista spazia tra le bellissime guglie circostanti.

                                       

SECONDO TIRO: Qui ci sono due varianti: la prima è quella di salire la parete di fronte e una volta arrivati in cima bisogna saltare sulla guglia di fronte; la seconda, quella scelta da noi, è di risalire la parete verso destra (III+). Si risalgono i primi metri su facile roccia ben appigliata. Successivamente si piega verso sinistra salendo in spaccata tra le due pareti (IV-). Si esce in cima dove si fa la sosta vicino la statua della madonnina.

                                         

Per la calata abbiamo due possibilità in base alle corde che abbiamo a disposizione.
Se possediamo due mezze corde da 50 metri si effettua un’unica calata fino alla base della parete. Nel caso in cui siamo con una corda intera si effettua una prima calata fino al terrazzino sottostante e successivamente una seconda calata fino alla base della parete.

CONSIDERAZIONI

La via è una classica delle Grigne, fu la prima via d’arrampicata di Bonatti.
La roccia è ben appigliata e con buona possibilità di integrare le protezioni. In alcuni tratti risulta essere unta. Prestare attenzione all’interno dei caminetti che spesso possono essere umidi e scivolosi.
Il punto forte di questa via non è tanto la difficoltà che si aggira intorno al III+, ma il paesaggio circostante che è davvero qualcosa di unico e indescrivibile. Ottima palestra di roccia per i neofiti. Vista la lunghezza della via è possibile concatenare, così come abbiamo fatto noi, con la Normale alla portineria o altre vie presenti nelle vicinanze (settore Fungo).